Fare il Social Media Manager: le mie 5 verità dietro le quinte

Fare il Social Media Manager

Capita che mi venga chiesto di raccontare qualcosa a proposito del “fare” il Social Media Manager. È sempre un’occasione ghiotta per ribadire un paio di concetti che mi stanno veramente a cuore. E così, prima di rimandarvi all’intervista completa voglio approfittarne per fissare anche qui una manciata di punti importanti (secondo me e secondo mia esperienza), errori facili in cui cascare soprattutto da parte di chi si trova alle prime armi.

TUTTI OCCUPATI A FARE POST DELLA MADONNA E NESSUNO CHE SI PREPARA PER LO SHIT STORM

Haters gonna hate. Arriveranno anche per te.

LA LISTA DEI “TU NON” DEL SOCIAL MEDIA MANAGER


1. TU NON SEI ALWAYS ON. RILASSATI

Avere uno smartphone in tasca non ti rende always on. Più semplicemente, non puoi essere sempre collegato, non puoi essere sempre pronto. E a dirla proprio tutta, non ha senso replicare a commenti e messaggi privati a mezzanotte (a meno che tu non gestisca un brand o un personaggio attivo a quell’ora). Prendi fiato, datti un orario di chiusura e comunicalo ai tuoi fan. E dormirono tutti felici e contenti.

Il grande errore in cui si rischia di cadere è essere always on. Davvero, non ce n'è bisogno. Click to Tweet

2. TU NON SEI UN FACTOTUM. E FORSE TI RIESCE PURE MALE

Davvero vuoi gestire tutto dalla A alla Z? Ricerca delle fonti, costruzione del piano editoriale, copy, immagini, pubblicazione, moderazione, risposte ai fan, analisi degli insight e reportistica? Certo, si comincia così di solito, ma appena i volumi aumentano ti trovi con l’acqua alla gola e scopri che tutte quelle grandiose idee di fare le cose fighe come fanno i grandi brand vanno a farsi benedire. La soluzione è Aiutati che il ciel t’aiuta, ossia leggi al punto 3.

3. TU NON PUOI FARE TUTTO DA SOLO. TU HAI BISOGNO D’AIUTO

Che non significa aver bisogno di un supporto psicologico. O forse sì, ma non subito. Se vuoi fare le cose per bene, se vuoi davvero poter scalare il livello e la qualità del tuo lavoro dovresti pensare a come farti aiutare nella miriade di attività di cui al punto 2 (che sono l’ABC); e qui arriva una buona notizia: non per forza l’aiuto deve arrivare da altre persone, puoi cominciare procurandoti un aiuto tecnologico che faccia parte del lavoro al posto tuo. Per esempio pensa alla pianificazione e alla moderazione di base.

4. TU NON SAI TUTTO. STUDIA

Qui c’è poco da dire. Ogni giorno nasce qualcosa di nuovo e chi si ferma è perduto. Attenzione però, non confondere l’ultimissima feature per fare i post superfighi (che userai sì e no 1 volta al mese) con il disegno più ampio e strategico dei social media, e pensa sempre cosa realmente serve per il brand che gestisci e per la sua audience. Come dire, belle le GIF animate, ma davvero vuoi riempire la bacheca di meme?

5. TU NON SAI QUANDO ARRIVERANNO I CATTIVI. MA ARRIVERANNO

Decisamente, il mio preferito. Qui il problema – davvero – sei tu. Ti preoccupi tanto di fare un post della madonna come quelli di Ceres (chapeau) e non pensi a cosa fare quando sarà il tuo turno per lo shit storm della settimana. Preparati, studia gli scenari possibili, coinvolgi coloro di cui avrai bisogno nelle varie casistiche, in altre parole fatti trovare pronto. Haters gonna hate, diceva qualcuno.

Haters gonna hate: tutti impegnati a fare post della madonna e nessuno che si prepara allo shitstorm. Click to Tweet

Esiste poi tutta la parte bella del fare il Social Media Manager; quella però la racconto da un’altra parte. Le risposte con tutta la verità, nient’altro che la verità, si trovano qui: Strumenti, errori e superpoteri di un Social Media Manager

Filippo Giotto, classe 1978, appassionato di digitale e nostalgico dell'analogico, nella mia Bio di Twitter mi descrivo così: Digital Thinker, Analogical Maker. Cresciuto a Ringo e Vic20, senza pallone né merendine. Sognatore e appassionato, amante di mare, vento, vela e bicilindrici a V.

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