Facebook Payments: perché pagare via chat (e chi ci guadagna davvero) ?

Facebook Payments: quel giorno in cui Mark decise di spaccare il mercato dei pagamenti P2P. Con una chat. Così arriva l’annuncio direttamente da newsroom di una nuova release di messenger contenente nientepopodimeno la funzione Payments.

Funziona così: stai chattando con l’amico (al momento occorre essere amici) e decidi di sistemare quel conto in sospeso; quindi:

  1. fai tap sull’icona $
  2. inserisci l’importo
  3. fai tap su Pay e, la prima volta, inserisci gli estremi della carta di debito Visa o Mastercard e un PIN di sicurezza. In alternativa al PIN gli utenti iOS possono usare TouchID.

Più facile vederlo che spiegarlo, bastano i 20 secondi del video qui sopra.

CHI CI GUADAGNA IN TUTTO QUESTO?

Mark, perché lo fai?

Considerato che (per ora) facebook non chiede alcuna fee e non trattiene il denaro nemmeno per un istante, cosa ci guadagna?

Di sicuro non ha bisogno di monetizzare su questo servizio, dal momento in cui il business dell’adv nel solo Q4 2014 ha fruttato qualcosa come $3.59 billion.

Allora proviamo a vederla così: le persone parlano di soldi, e lo fanno (anche) chattando via facebook messenger.
Quando? Quando c’è da sistemare i conti della sera prima, del taxi preso insieme, dei biglietti per il concerto, del regalo di compleanno all’amico, del “pago io e poi ci sistemiamo“. Allora perché non restare in un ambiente che ci piace, confidenziale come quello della chat, e concludere lì la transazione?

Quindi, se facebook non monetizza direttamente sul business dei pagamenti P2P, perchè ha rilasciato Payments?

Un’idea ce l’ho. Anzi, quattro:

TEMPO di permanenza degli utenti in facebook: maggior tempo = maggiore esposizione agli annunci degli inserzionisti = maggiori ricavi da adv
INFORMAZIONI sulle carte: dal 2007 facebook registra informazioni sulle carte di debito e credito utilizzate dagli utenti per gli in-app purchase; con Payments potrebbe accelerare pesantemente il numero di informazioni su entità e volumi dei pagamenti
SPERIMENTAZIONE della funzionalità prima di introdurla all’interno di Whatsapp che, per inciso, ha comprato un annetto fa per la modica cifra di $22 billion e conta oggi 700 milioni di utenti
INTERNET.ORG, il progetto no profit di facebook per portare internet in tutto il mondo. E già che ci sei, portaci anche i pagamenti, dai.

Vien da sé che il passo verso nuove funzioni dedicate ai merchant è davvero breve.

Come al solito la nuova funzione è in rilascio graduale negli States e, conoscendo come girano le cose in Europa sul fronte dei circuiti di pagamento e supercazzole P2P, non mi aspetterei novità nel breve per il vecchio continente.

E nel frattempo, in Italia, gli operatori di telefonia mobile giocano a chi ha il wallet più lungo…

Filippo Giotto, classe 1978, appassionato di digitale e nostalgico dell'analogico, nella mia Bio di Twitter mi descrivo così: Digital Thinker, Analogical Maker. Cresciuto a Ringo e Vic20, senza pallone né merendine. Sognatore e appassionato, amante di mare, vento, vela e bicilindrici a V.

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