[TWITTER] Ora i DM sono per tutti (soprattutto per i Brand)

Altro giorno altra novità in casa Twitter, che non fai in tempo a pubblicare un post sull’ultima novità e già ti ritrovi con le dita sulla tastiera.

Con la consueta modalità di deployment scaglionato tutti gli utenti potranno abilitare la possibilità di ricevere i messaggi privati (DM – Direct Messages) anche da parte di altri utenti non followbackati, i seguaci non ricambiati.

In altre parole, fino a oggi per inviare un DM era necessario che vi fosse un reciproco follow dei profili. Da ora invece qualsiasi nostro follower può scriverci privatamente.

Così su due piedi mi viene da pensare a una nuova frontiera dello spam selvaggio, ma a pensarci un minuto in più è facile intuire il grande vantaggio per i brand.

Già, perché questo risolve in un colpo solo almeno 2 questioni legate alla relazione persone-brand su Twitter:

  1. l’antipatica trafila [utente bisognoso che twitta -> brand che lo followa e indica di scrivere DM -> utente che invia DM] si accorcia di netto: l’utente invia subito il suo DM (a meno che non si tratti di utente incazzato/disperato, nel caso giù di tweet pubblici a manetta);
  2. conseguentemente al punto 1, il caring via Twitter entra in una nuova dimensione rispettosa e riservata; si potranno così trattare più agilmente e con meno passaggi questioni la cui gestione richiede un minimo di riconoscimento in più dell’utente, lo scambio di indicazioni sensibili come un numero di telefono, un indirizzo, un identificativo cliente, un numero pratica, etc.

Quindi, come utente privato ci penserei un attimo prima di attivare l’opzione, ma come brand non ci penserei un istante di più. Anzi, sarebbe anche il caso di comunicarlo ai miei clienti che magari, meno sul pezzo degli addetti ai lavori, non sanno di questa novità. E vedere che succede.

Attivare l’opzione è roba da newbie: impostazioni/account e flag sulla nuova opzione:

twitter-messaggi-diretti-da-tutti

Filippo Giotto, classe 1978, appassionato di digitale e nostalgico dell'analogico, nella mia Bio di Twitter mi descrivo così: Digital Thinker, Analogical Maker. Cresciuto a Ringo e Vic20, senza pallone né merendine. Sognatore e appassionato, amante di mare, vento, vela e bicilindrici a V.

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